Blog di diabolica

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Robert Bruce Crane (1857-1937)
After the rain
oil on canvas
24 x 30 in. / 61 x 76.2 cm.



( 7/8/2010 22.23:15 - N. 376426 )


Ne parlavo oggi con Gianluca: mi sono chiusa completamente nel mio mondo, nella mia interpretazione del tempo che vivo con tutto quanto esso contiene (persone, cose...) e in ogni sua dimensione (durata, estensione...).
Ciascun essere animato o inanimato è ciò che è per me, pur in perfetta coscienza di ciò che è di per sè, ragion per cui quanto per me non ha rilevanza soddisfacente o una "significabilità" accattivante, resta fuori. La cronicizzazione patologica di tale atteggiamento sta nell'aver instaurato un legame simbiotico con i "miei" significati, con quelle persone e quegli oggetti che costituiscono il mio "perimetro" a vari livelli di profondità e vicinanza alla mia sfera interiore. Se come dice Edith, e prima di lei Teresa, i sensi sono le finestre dell'anima, mi sono definitivamente attribuita il potere di decidere su cosa e come affacciarmi.
( 7/8/2010 18.05:52 - N. 376425 )


eccolo eccolo che sopraggiunge rapido il momento in cui esclamo con fierezza -bene, adesso mi risollevo mi rimetto in sesto una volta per tutte!-

solita storia insomma

( 6/8/2010 23.20:29 - N. 376423 )


Mi ha Rivelato, mi ha Insegnato, mi ha fatto Comprendere che a volte ci si interessa a qualcosa per pura Vanità, per il gusto di gloriarsene in spocchiose dissertazioni e biascicarne qualche nozione vuota come il vacuo silenzio che lascia al suo passaggio, senza imprimersi nella memoria e nel cuore. La Vanità alimenta un approccio alla conoscenza superficiale, frammentato, inutile, disamorato; diventiamo contenitori neutri di mezze verità, ammassate nella testa come la merce nei mercati rionali dove l’invenduto marcisce in fondo alle cassette della frutta. Sopprime tragicomicamente la dignità del pensiero. Questo tipo di cultura, finta e particolarmente arrogante, si slega inevitabilmente dalla funzione di strumento di comprensione della realtà che ci circonda e destruttura a monte la validità delle nostre opinioni, privandole di solide radici. E cos’è un uomo senza personalità? Disaffezionato a sé stesso e incapace di realizzarsi dentro e fuori. Mi sa che appassionarsi alle cose non basta e felice è chi evolve dalla mera erudizione alla sapienza perché ha imparato con Amore.
( 6/8/2010 06.56:42 - N. 376422 )


...nel cuore di un'altra notte insonne.
ue ma quant'è vero che la luce fioca filtrata attraverso le persiane semiaperte ingigantisce le formiche e tutto questo buio solenne poi che rende insostenibili finanche flebili pensieri...
di passaggio...
magari mortificasse invece il bisogno d'evasiane. vorrei partire, lontano, verso nuove domande, nuove francesca, nuovi crucci. va bene tutto purchè non sia qua. per poi essere là, e voler tornare indietro perchè la retrocessione corrisponderà al nuovo. quanto mai incontentabile ultimamente. la mia inquietudine è spocchiosa e non accetta la si contraddica, perde lucidità compiacendosi nella vanagloria. ci sguazza proprio nella melma, se la spalma addosso manco fosse unguento profumato e se la guarda quella pelle nera lucida convinta d'esser imbevuta di chissà quale cosmetico arricchita di una pellicola lucente che invece è solo fango.
a.a.a. cercasi ricetta per vivere in profondità il qui ed ora. sisi, in profondità. multidimensionalmente, infilando gli artigli in tutte le direzioni possibile invece di assistere come uno spettatore avvinto dall'unica facciata accessibile. lo è finchè non ci si sposta un pò.
ma com'è che mi fa male la testa il collo le gambe lo stomaco gonfio. sarà bucherellato? non mi stupirei visti gli stravolgimenti cui l'ho condannato per anni. ma siamo sempre là, è notte e non riesco a dormire a causa di alcuni pensieri e della mia anima in stato d'agitazione perenne, quindi foss'anche uno starnuto mi sembrerebbe una bronchite cronica. mi sono specchiata un momento fa e l'idratazione dei miei capelli m'è parsa questione di una gravità intollerabile, avrei sceso le scale di corsa per battere contro la serranda del parrucchiere di fronte implorando una maschera vitaminica. ennesima prova che stronzate come capelli vestiti e smalti in fondo non sono tempo perso, mi aiutano ad ammantare di sbrilluccichio dorato gli interrogativi seri che in quanto tali non sempre hanno risposta. e non averne si che brucia dentro.
sono stanca del borderline. mi piacerebbe interessarmi di poco o nulla, non stare sempre lì a chiedermi il perchè delle cose, non amare la Verità che poi ha puntualmente bisogno di essere difesa con sangue e sudore, vorrei essere una persona pacifica che se c'è aria di guerra non si sente vocata a combattere per quello stupido principio per affermare quel cavilloso ideale per dire la sua. ma chi me lo fa fare di desiderare mondi migliori, bramare un ritorno effettivo e totale alla semplicità, giro con le Vuitton al braccio e passo spesso da Gucci ma darei qualsiasi cosa per un mondo senza stupidi marchi e dove tutti si cuciono vestitini freschi di cotone, e dato che se li modellano addosso non esistono taglie ma solo pezzi di stoffa piu grandi piu piccoli piu colorati piu leggeri. vorrei buttare le chiavi dell'auto nel cassetto e correre correre in prati infiniti, altro che tapis roulant e attrezzi con il contacalorie il cardiofrequenzimetro e pesati con il bioimpedenziometro. fanc*ulo palliativi. non porto le unghie lunghe, non mi so stirare i capelli, non mi faccio una ragione di molte cose. ho un corpo curatissimo, bello proprio devo dire, faccio tanta attività fisica e se voglio mi so truccare. mi vesto benissimo, ho capelli ricci che morbidamente s'appoggiano sulle spalle, di un bel castano caldo. lineamenti femminili, un sorriso dicono coinvolgente. tette nun tant ma diciamo proporzionali al resto. mi fanno tanti complimenti eh, ma proprio tanti. e ma non me ne frega un caz*zo. perchè il perfezionismo del corpo è speculare ad una ricerca di perfezione dell'anima che non si raggiunge cosi facilmente e dunque, in quanto meta più complessa, mi fa sentire incompleta.
ma che ti preoccupi tu che... dicono. mi preoccupo invece. voglio capire tutto, conoscere il senso di ciò che vivo, spogliarmi l'anima fino a vederla sanguinare, amare amare amare soffrire, assaporare. non sarò MAI felice per la bella macchina o i super lussi. sarò felice sempre alla vista dell'amore, quella commovente tenerezza che osservi in una madre che carica di buste della spesa si china ad accarezzare il bambino che c'ha troppo caldo e suda. vorrei che fossero tutti felici anche se significasse essere disperata io. non m'importa purchè scompaia tutto questo dolore dal mondo e da ciò che vedo.
mi piacerebbe accontentarmi del fidanzato che mi scarrozza avanti e indietro il sabato sera, che mi manda il messaggino della buonanotte e mi fa gli auguri al compleanno con un bel mazzo di rose nel pugno. mi piacerebbe gioire il 27 di ogni mese e pensare che i problemi siano quelli osservabili e risolvibili entro le mura della mia casa. mi piacerebbe concepire la mia realizzazione personale nel matrimonio i figli le uscite in disco con gli amici. ma mi rammarico perchè non ci riesco non ci sto non mi basta e questo mi condanna a vivere a margine. "stai troppo sola". mi sento ripetere. ma è proprio colpa mia se non riesco a tenere una conversazione formale e di circostanza risultando appena convincente?
k'aggia fa.
( 28/7/2010 03.14:47 - N. 376404 )

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